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Casalnoceto, la formazione che unisce i territori: successo per la quarta edizione di “FormAZIONE pe

Quattro realtà regionali, tre gruppi provinciali e 128 iscritti per una giornata di confronto tra campo e aula. La sinergia tra AIAC, istituzioni e società sportive conferma la forza di un’Associazione che da sessant’anni protegge i tecnici e costruisce relazioni nelle comunità


La quarta edizione di “FormAZIONE per l’Allenatore – Le nuove frontiere del calcio moderno”, svoltasi sabato 13 giugno a Casalnoceto, ha rappresentato molto più di una giornata di aggiornamento tecnico. È stata la dimostrazione concreta di quanto la coesione tra gruppi regionali e provinciali, la collaborazione tra territori e la capacità di mettere in comune competenze, relazioni ed esperienze costituiscano uno dei tratti più autentici dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio.

Un’iniziativa cresciuta progressivamente, nata dalla collaborazione tra i gruppi provinciali AIAC di Pavia, Milano e Alessandria, l’Amministrazione comunale e l’ASD Casalnoceto, e divenuta nel tempo un appuntamento di riferimento interregionale. Alla rete originaria si è aggiunta dapprima la collaborazione dei gruppi regionali AIAC Lombardia e Piemonte-Valle d’Aosta, fino ad arrivare, in questa quarta edizione, al coinvolgimento di quattro realtà regionali, con la partecipazione anche di Liguria ed Emilia-Romagna. La stampa del territorio ha riconosciuto alla manifestazione una dimensione ormai consolidata, definendola un punto di riferimento per la formazione tecnica e professionale degli allenatori. 

La risposta dei tecnici è stata ancora una volta particolarmente significativa: 128 gli iscritti ufficiali, provenienti da differenti territori e categorie. Considerando relatori, rappresentanti istituzionali, dirigenti, organizzatori e ospiti, la partecipazione complessiva ha superato le 150 presenze, con tecnici arrivati da cinque regioni italiane. Numeri che raccontano non soltanto il successo organizzativo della giornata, ma soprattutto il bisogno diffuso di occasioni formative serie, accessibili e capaci di unire l’approfondimento teorico all’esperienza concreta sul terreno di gioco. 


Un’intera giornata tra campo e aula


Il programma è stato costruito secondo una formula particolarmente efficace, articolata simbolicamente in un “primo tempo” sul campo e in un “secondo tempo” in aula. Una struttura che ha consentito ai partecipanti di osservare principi, esercitazioni e metodologie nella loro applicazione pratica, per poi approfondirne presupposti, finalità e possibili evoluzioni attraverso il confronto diretto con i relatori.

La mattinata si è aperta con l’intervento di Antonio Gualtieri, dedicato all’agilità e ai cambi di direzione nel percorso di formazione dei giovani calciatori. Un tema centrale nella moderna preparazione, affrontato mettendo in relazione capacità coordinative, sviluppo motorio e lettura delle situazioni di gioco.

A seguire, Alessandro Birindelli ha proposto una riflessione sul valore delle relazioni costruite attraverso il gioco. Un contributo che ha riportato al centro la dimensione educativa dell’allenamento e la responsabilità del tecnico nel creare ambienti nei quali il giovane possa apprendere, esprimersi, sbagliare e sviluppare consapevolezza.

Fabio Rebuffi, professionista del Torino FC, ha concentrato il proprio intervento sul lavoro nella zona di finalizzazione, illustrando principi, comportamenti e soluzioni attraverso i quali allenare una delle fasi più complesse e decisive della prestazione. Sergio Soldano, con il contributo dedicato al “Neurocortile”, ha invece offerto ulteriori prospettive sul rapporto tra apprendimento, creatività, percezione e sviluppo delle capacità del calciatore.

Dopo la pausa, i lavori sono proseguiti in aula con la presenza del Vicepresidente nazionale AIAC in quota Professionisti, Giancarlo Camolese, che ha guidato una riflessione sull’evoluzione del calcio moderno. Il suo intervento ha messo in evidenza come la professione dell’allenatore richieda oggi conoscenze sempre più trasversali, capacità di interpretare la complessità e disponibilità a un aggiornamento permanente, senza perdere l’identità, la sensibilità e la centralità della relazione umana.

La presenza di Camolese ha attribuito ulteriore valore istituzionale all’iniziativa, consolidando il collegamento tra la dimensione nazionale dell’Associazione e il lavoro quotidiano svolto dai gruppi territoriali. La cronaca locale ha sottolineato il prestigio del parterre, richiamando, insieme al Vicepresidente AIAC, le professionalità provenienti da realtà quali Juventus, Torino FC e Venezia FC. 

Gianluca Polistina, del Venezia FC, ha approfondito la formazione del giovane calciatore attraverso la sinergia della tecnica, evidenziando la necessità di superare contrapposizioni rigide tra gesto individuale e contesto di gioco. La tecnica non come elemento isolato, quindi, ma come competenza da sviluppare e utilizzare all’interno di situazioni sempre più dinamiche, variabili e aderenti alla realtà della partita.

Particolarmente significativo anche il contributo di Marco Sartori, ideatore del convegno, allenatore dell’ASD Casalnoceto, Osservatore e Match Analyst formato dal Settore Tecnico. Attraverso “Football Matrix oltre i 90’: intercettare il futuro tra video e campo”, Sartori ha affrontato il rapporto tra osservazione, analisi video, interpretazione dei dati e lavoro quotidiano dell’allenatore. Un approfondimento che ha ribadito come le nuove competenze debbano essere integrate nel processo tecnico e riconosciute attraverso percorsi formativi qualificati. 

A chiudere il programma è stato Marco Ardesi, con una relazione sul ruolo dell’allenatore e sugli strumenti oggi a disposizione del coach. Un intervento dedicato alle qualità professionali e personali necessarie per guidare un gruppo, comunicare efficacemente, gestire le responsabilità e utilizzare in modo consapevole le nuove opportunità offerte dalla tecnologia e dalle scienze applicate allo sport.

Ogni sessione è stata accompagnata da momenti dedicati alle domande e all’interazione con i partecipanti, trasformando la giornata in un autentico laboratorio di confronto. Non una successione di lezioni frontali, dunque, ma uno spazio aperto nel quale esperienze professionali differenti hanno potuto incontrarsi e generare nuovi spunti di lavoro.


La forza della rete territoriale AIAC


Il risultato raggiunto a Casalnoceto è stato possibile grazie alla capacità dei gruppi AIAC di superare i confini amministrativi e collaborare attorno a un obiettivo comune. Un ringraziamento particolare va al Gruppo Regionale AIAC Lombardia, presieduto da Diego Fabbri, e al Gruppo Regionale Piemonte e Valle d’Aosta, guidato da Mario Grandi, che hanno accompagnato e sostenuto la crescita dell’iniziativa. 

Il ringraziamento si estende al Gruppo Regionale AIAC Liguria, presieduto da Alteo Bolognini, e alla realtà AIAC dell’Emilia-Romagna, con il contributo del Gruppo Emilia presieduto da Gianluca Rivaldi, la cui partecipazione ha permesso alla quarta edizione di ampliare ulteriormente la propria dimensione territoriale. 

Fondamentale è stato il lavoro dei gruppi provinciali che hanno dato origine al progetto: AIAC Pavia, con il presidente Marco DelperoAIAC Alessandria, rappresentata da Mirko Russo, presidente provinciale e vicepresidente regionale del Piemonte e Valle d’Aosta; e AIAC Milano, la cui gestione è attualmente affidata al commissario temporaneo Diego Fabbri. A loro, ai componenti dei rispettivi direttivi e a tutti i collaboratori va il ringraziamento dell’intera Associazione per la capacità di lavorare insieme, condividendo responsabilità, competenze organizzative e visione. 

Un riconoscimento speciale va a Marco Sartori, promotore e ideatore del convegno, per aver trasformato un’intuizione territoriale in un appuntamento capace di crescere anno dopo anno, senza perdere la propria vocazione originaria: offrire formazione capillare, qualificata e concreta agli allenatori, in particolare a coloro che operano quotidianamente nei settori giovanili, nelle scuole calcio e nelle categorie dilettantistiche.


Sport, istituzioni e comunità


La riuscita dell’evento è stata resa possibile anche dalla piena collaborazione dell’ASD Casalnoceto, dei suoi dirigenti, dei tecnici, dei volontari e di tutte le persone che hanno contribuito all’accoglienza e all’organizzazione della giornata.

Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione comunale di Casalnoceto, guidata dal sindaco Roberto Deantoni, per aver creduto nel progetto e per aver riconosciuto nella formazione sportiva un’opportunità di crescita per tutta la comunità. La collaborazione tra Comune, società sportiva e Associazione ha dimostrato come anche un centro territoriale possa diventare luogo di alta cultura calcistica, confronto professionale e aggregazione. 

AIAC esprime inoltre la propria gratitudine agli enti che hanno concesso il patrocinio alla manifestazione: la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria e il Comune di Casalnoceto. Il loro sostegno conferma il valore pubblico e sociale di un’iniziativa che, pur partendo dal calcio, produce effetti più ampi in termini di educazione, partecipazione, aggiornamento e valorizzazione del territorio.

La degustazione enogastronomica conclusiva, dedicata ai prodotti locali, ha rappresentato un ulteriore momento di incontro tra sport e comunità, consentendo ai partecipanti di conoscere e apprezzare le espressioni del territorio che ha ospitato la manifestazione.


Sessant’anni al fianco degli allenatori


Nell’anno in cui AIAC celebra i suoi sessant’anni di attività, l’esperienza di Casalnoceto assume un significato ancora più profondo. Dal 1966 l’Associazione unisce e tutela gli allenatori e le allenatrici, i preparatori, gli osservatori, i match analyst e tutte le figure tecniche, operando a ogni livello del calcio italiano: dal professionismo ai dilettanti, dalle prime squadre ai settori giovanili, dal calcio maschile a quello femminile e al calcio a cinque. 

Ma tutelare un allenatore non significa soltanto difenderne la posizione professionale, economica e contrattuale. Significa accompagnarne la carriera, sostenerne la formazione, riconoscerne le responsabilità e comprendere l’impatto che la professione produce sulla vita personale e familiare.

Il tecnico è spesso il punto di incontro tra le ambizioni di un club e i bisogni di una squadra, tra la crescita sportiva dei giovani e le aspettative delle famiglie, tra le istituzioni calcistiche e la società civile. È una figura che educa, orienta, ascolta e assume decisioni. Per questo AIAC continua a essere un collante tra campo e comunità, tra club e territori, tra carriera e famiglia, costruendo una rete nazionale che trova la propria forza proprio nella presenza e nell’operatività dei gruppi regionali e provinciali.

La quarta edizione di “FormAZIONE per l’Allenatore” ha mostrato il volto migliore di questa rete: gruppi differenti capaci di collaborare, istituzioni disponibili a sostenere la cultura sportiva, società radicate nella propria comunità e professionisti pronti a condividere conoscenze ed esperienze.

Da Casalnoceto arriva quindi un messaggio chiaro: la formazione cresce quando i territori si incontrano, il calcio migliora quando le competenze vengono condivise e l’Associazione diventa più forte quando ogni sua articolazione lavora come parte di un’unica squadra. Un patrimonio da custodire e sviluppare, guardando fin da ora alla quinta edizione con la volontà di ampliare ulteriormente contenuti, relazioni e partecipazione.

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